Namibia: safari nel Parco Etosha

SAFARI FOTOGRAFICO IN NAMIBIA

Foto credits @fusealessandra

Parco Etosha: una meraviglia della natura. Esteso quanto la Lombardia, è il più famoso parco nazionale della Namibia dove fare emozionanti safari fotografici. E se in Africa sono tanti i luoghi ricchi di fauna, dove avvistare elefanti, giraffe, rinoceronti, gnu, leoni, gazzelle, il “pan” è unico in tutto il continente africano. E le sue atmosfere valgono il viaggio.

ETOSHA PAN: IL LUOGO DEI MIRAGGI

L’Etosha Pan significa nelle lingue indigene “grande territorio bianco” oppure “luogo dei miraggi” e ancora “lago delle lacrime di una madre”. E queste definizioni rendono già l’idea. E’ visibile anche dallo spazio. Davanti al Pan ci si commuove. Un’incredibile distesa bianca, abbagliante. Piatta. Senza confini. Infinita. Un deserto luminoso e luccicante lungo più di 110 chilometri e largo fino a 50 chilometri. Percorrendo il suo perimetro con il fuoristrada i miraggi sono frequenti: appaiono specchi d’acqua talmente definiti da sembrare reali. La nostra guida, Caterina Migno, ci assicura che si tratta di miraggi, nonostante davanti a noi si aprano costantemente grandi laghi e strisce che sembrano fiumi che scorrono lenti sulla superficie del “pan”.

Caterina Migno & me. Sullo sfondo il Pan!

Solo nella stagione delle piogge, quando (raramente) cadono intense precipitazione si trasforma per breve tempo in un lago poco profondo, ricordando il suo passato, quando era un enorme lago alimentato da diversi fiumi.

GLI ANIMALI DEL PARCO ETOSHA

La nostra guida, Caterina Migno è anche ranger del parco: possiamo entrare quindi con il nostro fuori strada e con Caterina avvistiamo innumerevoli animali ma soprattutto ci immergiamo in paesaggi da sogno. Il punto di forza dell’Etosha Park sono anche gli spendidi, varigati paesaggi che passano dal desertico “Pan” alla classica savana, per spingersi fino ai margini del Kalahari e del deserto sabbioso del Namib. Un viaggio all’interno del viaggio.

La giraffa e il Pan

Etosha vanta la più grande concetrazione di rinoceronti neri di tutta l’Africa e i celebri mammiferi africani, come elefanti, giraffe, leoni, leopardi, ghepardi, gnu, zebre, kudu, orici, antilopi: vietato scendere per ovvi motivi dall’auto, si avvistano lungo il percorso e, soprattutto, alle 86 pozze d’acqua. I ranger conoscono poi le abitudini degli animali e scovano più facilmente i luoghi dove sonnecchiano i leoni e dove le giòraffe brucano le foglie.

GLI AVVISTAMENTI

Scorgere un gruppo numeroso di elefanti non è raro: l’emozione è forte. In silenzio si guarda passare l’intero branco, per niente intimorito dal veicolo. Ci sono elefanti di tutte le misure: dalla matriarca al piccolo di pochi mesi che teneramente cerca di poppare dalla mamma. I fratelli più grandi giocano tra di loro e le proboscidi assumono tutte le forme. Barriti e vibrazioni del terreno sono la colonna sonora che accompagna il branco.

Vedere invece il branco di leonesse incute paura. Il silenzio è ancora più solenne. E quando spunta anche la criniera del leone tutto tace. Anche il clic delle macchine fotografiche. Meglio godersi il suo passaggio ad occhio nudo. Lentamente schivano le macchine come fossero massi e procedono senza fretta ad abbeverarsi. Il massimo della visione? Il cielo che si colora di rosso, per farci battere il cuore davanti al tramonto africano.

Il rinoceronte sbuca invece dal nulla. Pensieroso, non sa come attraversare la strada in quanto percepisce la macchina e forse ha qualche timore. Timidamente inizia a correre, anzi a trottare veloce (nonostante la mole e le zampe apparentemente corte e tozze) in direzione opposta all’auto, una volta “in sicurezza”, attraversa velocemente la strada e si inerpica per la collina, scomparendo in un attimo. Una visione da documentario.

Credits foto @Caterina Migno

Numerose sono le curiose giraffe, che a fatica riuscirebbero a nascondersi. Viaggiano solitarie, in coppia o in piccoli gruppi. Anche insieme alle zebre e agli gnu. Uno spettacolo vedere un gruppo di erbivori che pascola indisturbato sul ciglio della pista. Cuccioli teneri di zebre e giraffe, di gnu e di gazzelle che corrono intorno alle rispettive mamme, sempre all’erta per il pericolo dei predatori. A stento manteniamo il silenzio quando le zebre iniziano a nitrire.

foto credits @fusealessandra

QUANDO VISITARE IL PARCO ETOSHA

Sempre. Secondo la guida Caterina Migno, ogni periodo è ideale, in ogni mese, ovviamente, sono presenti tutti gli animali: da novembre ad aprile il paesaggio è più verde, gli specchi d’acqua attirano migliai di uccelli migratori e l’Etosha Pan diventa un tappto rosa e pianco di pellicani e di fenicotteri. Da maggio a ottobre le temperature più fresche sono più piacevoli per i turisti, ma, in particolare nei mesi di luglio e di agosto, Etosha è affollato di visitatori.

Foto credits @fusealessandra

Il consiglio? I mesi meno affollati di turisti ma altrettanto ideali per l’avvistamento degli animali sono febbraio, maggio, ottobre e novembre. Da evitare dicembre, luglio e agosto (prezzi più cari, difficoltà di trovare alloggi, eventuali code all’interno dei parchi). Un altro consiglio: alloggiare all’interno del parco. La ristorazione è meno curata, ma … si va al Parco Etosha per vedere gli animali, non per fare esperienze culinarie.

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Info: www.ilovenamibia.it

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