Colombia: storia con aroma di caffè

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Colombia: una storia con aroma di caffè, un viaggio per scoprire le piantagioni a perdita d’occhio della “Regione Cafetera”, i colori del mercato degli Indios Guambianos a Silvia, le sculture megalitiche di  Popayan e le suggestioni  coloniali di Cartagena, la Perla dei Caraibi.

 COLOMBIA

“Non è vero che le persone smettono di inseguire i sogni perché invecchiano, diventano vecchie perché smettono d’inseguire sogni”. Così scriveva Gabriel García Márquez, lo scrittore che ha raccontato la dimensione sognante e fantastica, le suggestioni arcaiche, i profumi, i sapori della Colombia. Un Paese che oggi si presenta al mondo con un volto profondamente rinnovato all’insegna della sicurezza e dell’accoglienza.

Il viaggio proposto da Vuela parte da Bogotà, la capitale della Colombia, situata a 2.640 m di altitudine e circondata da una corona di vette andine. Fondata nel 1538 conserva la Candelaria, il barrio coloniale,  ricco di edifici, chiese e negozi di smeraldi e di statue religiose. Il suo cuore pulsante è la grande Plaza de Bolivar. E’ tra i più suggestivi di tutta l’America Latina il “Museo del Oro” che, con oltre 55.000 pezzi, narra il mito dell’El Dorado e la raffinatezza orafa delle civiltà precolombiane. Poco distante, in un  prestigioso contesto coloniale, si visita il Museo Botero. Si possono ammirare le sculture e dipinti extra-large del famoso artista colombiano che ha “dipinto e scolpito” il suo Paese attraverso forme corpulente dai caratteri sontuosi e morbidi.

BOGOTA’

Bogotà è anche il paradiso della “street art”. Ogni fase storica è “disegnata” sui muri e nelle strade in grandi graffiti che richiamano artisti da tutto il mondo. Gran finale: la teleferica che conduce a 3.152 m fino al santuario di Monserrate, con spettacolare vista sulla città. Lasciata Bogotà, si visita la suggestiva Cattedrale di Sale, costruita nel 1950 all’interno della miniera di sale di Zipaquirà a 180 m di profondità e dedicata alla Madonna del Rosario. Fa parte del Parque de la Sal, una riserva naturale dedicata alla geologia e all’ingegneria mineraria. Durante la visita, Vuela offre il plus di un massaggio nella SPA della miniera.

Il villaggio di Salento

LA NATURA

Ma la Colombia è anche e soprattutto natura: un connubio tra le alte vette e il verde delle vallate coltivate a caffè, una delle risorse più importanti del Paese. Nella regione chiamata “il Triangolo del caffè” si scopre la Valle del Cocora. Questo magica area è incastonata tra le montagne della cordigliera andina, con le piantagioni che creano un paesaggio culturale sostenibile dichiarato Patrimonio Unesco. Splendidi i colori, quasi liquidi a causa del clima umido. Nel Parco Nazionale de los Nevados si ammirano esemplari dell’albero nazionale, la “Palma della Cera del Quindio”, 45 m di eleganza. Si visitano villaggi coloniali coloratissimi, come Salento, descritto da Márquez, dove si può gustare un delizioso “arequipe”, una specie di budino al caramello e caffè. Da non perdere anche l’ottima trota salmonata.

POPAYAN, LA CITTA’ COLONIALE

Tappa successiva a Popayan, una delle più belle città coloniali della Colombia chiamata anche “la Ciudad Blanca”. Si va poi a Silvia, al centro della regione abitata dagli indios Guambianos che, nei costumi tradizionali,  ogni martedì ne colorano strade e piazze con le loro mercanzie. Un mercato che Vuela include nel tour.

E’ ancora avvolta dal mistero la civiltà che edificò le sculture megalitiche nel Parco Archeologico di San Agustin, patrimonio Unesco,  il più grande di tutta la Colombia e del Sud America. Formato da tre grandi siti e circondato da un paesaggio selvaggio, presenta opere molto simili  a quelle della cultura Olmeca (Messico), Tiwanaco (Bolivia) e Rapa Nui (Isola di Pasqua).

CARTAGENA, LA PERLA DEI CARAIBI

Ed eccoci arrivati alla “Perla dei Caraibi”, Cartagena, città coloniale fiabesca sul Mar dei Caraibi raccontata da Márquez. Il centro storico, conservato molto bene, fa parte del patrimonio Unesco ed è cinto da 13 km di mura spagnole. Si passeggia nel labirinto di vicoli acciottolati attraversati da carrozze e sovrastati da balconi in legno e cascate di bouganville. Alcuni monasteri sono stati trasformati in hotel di lusso, case eleganti, chiese monumentali, campanili e negozi raffinati. Ultima visita proposta in esclusiva da Vuela a San Basilio de Palenque, la prima comunità di schiavi che ottenne l’indipendenza dalla corona spagnola nel 1603. Oggi, i discendenti cercano di conservare le loro radici africane attraverso la danza, la musica, gli antichi riti e il “palenquero”, lingua mista di spagnolo e bantù. San Basilio de Palenque  è stato dichiarato patrimonio immateriale dell’Unesco.

A partire da 2690 euro, minimo 4 partecipanti, volo escluso.

Info: www.vuela.it

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