Naturisti all’ombra delle Betulle

IL VILLAGGIO IN VAL CERONDA, ALLE PORTE DI TORINO, OFFRE UNA VACANZA GREEN ALL'INSEGNA DELLA LIBERTA'

La vita in un villaggio non è monotona per definizione, un villaggio è una comunità eterogenea di persone e Le Betulle, nel pieno della ridente Val Ceronda non lontana da Torino, non è certo un’eccezione. Il villaggio Le Betulle è ben distribuito all’interno di un grande parco immerso nella natura e studiato per permettere sia la vita sociale e comunitaria che la privacy dei suoi ospiti che possono scegliere liberamente il tipo del proprio soggiorno. Un villaggio naturista ha la naturale (perdonate il gioco di parole) tendenza a produrre un clima di distensione ed amicizia, per questa ragione si possono sfruttare ampiamente sia l’elevata offerta sociale della struttura che i bellissimi posti nei dintorni fino a pianificare gite in città per partecipare agli eventi importanti, mostre, manifestazioni o anche solamente un aperitivo diverso.

La sua posizione a 430 mt sul livello del mare proprio ai piedi delle prime montagne che lambiscono la pianura torinese permette di respirare l’aria salubre delle alture già dai primi passi mossi dal villaggio per le gite sui monti circostanti e nelle vicine Valli di Lanzo e Val di Susa, ma anche per visitare gli splendidi dintorni del posto, dato che proprio intorno alle Betulle partono molti sentieri e percorsi per escursioni a piedi o in mountain bike. Le escursioni a fondo valle permettono la visita rilassante delle rovine dei vecchi paesi e delle antiche strutture urbane e commerciali, il Castello Torassa, la Chiesa di San Biagio e il Castello di Baratonia, documentato fin dal 1090 come castello “di famiglia” dei Visconti di Torino.

“Il monte Musinè è un vulcano spento da millenni in cui sono state trovate tracce dell’uomo risalenti sino all’età del Bronzo… da sempre luogo esoterico e magico, avvolto da leggende e misteri per essere stato teatro di eventi naturali inspiegabili”

Addentrandosi nei boschi si possono percorre i sentieri che raggiungono le cime del gruppo montagnoso che sovrasta la Val Ceronda, da dove è possibile ammirare le valli aperte sulla pianura. Con percorrenze comprese tra una e due ore si raggiunge la cappella della “Madonna della Neve” a circa 1250 metri di quota e che dà il nome alla omonima riserva naturale protetta. Il monte Musinè, invece, aspetta i più appassionati e curiosi della montagna: si tratta, infatti, di un vulcano spento da millenni in cui sono state trovate tracce dell’uomo risalenti sino all’età del Bronzo e da sempre luogo esoterico e magico, avvolto da leggende e misteri per essere stato teatro di eventi naturali inspiegabili. La cima, raggiungibile in due ore di passeggiata, fa perdere la vista sulla pianura fino alla città di Torino da un lato, sulla Val di Susa, i laghi di Avigliana e la Sacra di San Michele dall’altro.

Enogastronomia sopraffina

Ma non solo, l’esplorazione dei dintorni permette il passaggio dalla natura incontaminata all’enogastronomia con i prodotti tipici delle valli e le antiche ricette trasformando il soggiorno in un viaggio alla scoperta di tutti gli aspetti tipici del territorio permettendo di rivivere l’antico sapore della vita di valle scoprendo gli usi della vita quotidiana, i mestieri e gli eventi che lo hanno trasformato da abitante dei luoghi a promotore del turismo locale. Tra i prodotti tipici, acquistabili nei negozi o da degustare al ristorante, vi sono quelli della tradizione casearia, con il rinomato formaggio Toma di Lanzo al vertice, ma anche i formaggi di capra, detti “ciavrìn”, freschi o stagionati, un apprezzatissimo burro di montagna, specialmente quando è realizzato durante la monticazione. Per uno spuntino prelibato da gustare poi nel Villaggio Naturista Le Betulle.

I salumi piemontesi, poi, sono conosciuti in tutto il mondo e nella Val Ceronda trovano alcuni dei più interessanti e rinomati, come i salami di capra, di cinghiale, della rosa, i sanguinacci, le mocette e i lardi. Tra questi il più conosciuto è forse il salame detto “di Turgia”, ottenuto dalla macellazione di bovini a fine carriera, prodotto in due varianti, fresco o stagionato. Il pane, alimento immancabile, vede la curiosa tradizione dei grissini torinesi, leggeri e stirati a mano, che si pensa siano nati proprio in questi luoghi, grazie ad un fornaio di Lanzo che lo realizzò per primo per andare incontro alle esigenze alimentari di un giovane duca Vittorio Amedeo II e diffondendosi poi in tutto il mondo, ma il vero segreto dei grissini sembra essere la particolarissima qualità dell’acqua che ancora sgorga sul posto. Non manca la pasticceria, i “torcetti”, prodotti con lievitazione naturale, insieme alle “paste ‘d mèlia”, realizzati con farina di mais, sono immancabile nelle case del posto, insieme alle marmellate ed ai succhi di frutta e liquori prodotti con gli abbondanti prodotti che crescono anche spontaneamente nella zona.

L’Italia è generalmente ricca di chiese e santuari ed in questi luoghi ancora una volta non sono un’eccezione piloni distribuiti nel territorio, incisioni, cappelle e santuari testimoniano l’atavico legame dei valligiani con l’ultraterreno e l’ignoto. I numerosi campanili che svettano ancora oggi furono costruiti intorno all’anno Mille, tra questi notabili sono la torre campanaria di S. Marcellina di Ceres, il campanile della Chiesa di S. Martino di Mezzenile, e quello di Monastero di Lanzo, ma ciò che più caratterizza la fede vissuta nelle Valli sono i numerosi santuari dislocati nei luoghi tra i più suggestivi del territorio. Il Santuario di Sant’Ignazio, della Madonna del Ciavanis, il più elevato di tutte le valli, il Santuario di Nostra Signora di Loreto, conosciuta come “Madonna Nera” e caratterizzato da 443 gradini per potervi accedere, il Santuario della Madonna degli Olmetti, con il suo splendido porticato ed il santuario Santa Cristina, abbarbicato su una rupe verticale da cui si gode di una vista spettacolare, aspettano i visitatori da secoli.

I laghi alpini

La lunga lista delle attrazioni e delle escursioni non poteva essere completa senza l’ambiente acquatico, nelle valli di lanzo sono presenti l’incredibile quantità di quasi cento laghi alpini, grandi, piccoli, dalle acque chiare e limpide, scure e tenebrose e sempre, sempre interessanti e speciali. Tra questi alcuni molto apprezzati sono il Lago di Monastero, i tanti laghi dell’alto Vallone di Vassola, il Gran Lago dell’Unghiasse, il lago Vasuero, i laghi Ru e Mercurin, i Laghi Verdi e Paschiet, il Lago d’Afframont, il Lago Casias e i remoti Laghi Bianchi, quasi sempre ghiacciati, solitari e poco visitati, mentre una classica escursione con partenza dal Rifugio Gastaldi è il Lago della Rossa, un lago artificiale di grosse dimensioni che si trova a cavallo tra la Val d’Ala e la Val di Viù. E poi i laghi di Lusignetto, Viana, d’Ovarda, di Peraciaval, Falin, il Lago Nero, ricco di leggende, del Turlo ed i laghi dell’Autaret, anche questi quasi sempre ghiacciati.

E ovviamente anche cultura

Musei ed ecomusei sono diffusi in tutto il territorio e la città di Torino, che da sempre estende la sua influenza nelle valli, non è troppo lontana, con un’offerta turistica tradizionale molto ampia, e per chi non si adatta ai moderni mezzi di trasporto e cerca qualcosa di più tradizionale l’associazione San Giovanni di La Cassa, che si trova ai confini del grande parco nazionale della Mandria, organizza passeggiate a cavallo nella natura, per singoli o gruppi e per ogni livello di cavaliere. In un ambiente di Parchi Nazionali, Aree Protette e Siti di Interesse Comunitario, ma anche non troppo lontano dalle città, non ci si annoia di certo, flora, fauna, architettura, storia e vita naturale accompagnano gli ospiti che proprio non riescono a stare fermi, ma anche i più tranquilli trovano il loro ambiente naturale, sia tra un’escursione e l’altra che in più stabilmente.